Un aiuto in sospeso: al via la raccolta di articoli scolastici con Caritas ed Eliotecnoservice

«Ancora oggi uno dei compiti più importanti della scuola dell’istruzione di base è di permettere la piena e viva partecipazione di tutti i bambini e i ragazzi alle attività educative previste senza distinzioni sociali di sorta. Almeno nella possibilità di far frequentare dignitosamente le lezioni ai nostri figli dovremmo poter contare di avere le condizioni sufficienti affinché siano tutti uguali sui banchi di scuola. Ma sappiamo anche quanto oggi questo sia spesso difficile e lo sanno soprattutto quelle tante famiglie che non riescono a rispondere alle necessità dei propri figli se non a costo di grandi sacrifici. Anche per poterli mandare a scuola. Sono tante infatti le famiglie che vivono nella costante preoccupazione di non perdere quelle poche certezze rimaste o che sono già entrate in uno stato di povertà». Lo rileva  in una nota la proprietà del negozio Eliotecnoservice.

«Come gesto concreto  – continua la nota – di solidarietà, in prossimità dell’avvio del nuovo anno scolastico, per le esigenze della dotazione scolastica di base di bambini e di ragazzi delle scuole elementari e medie, si rinnova per il 2° anno consecutivo la nostra iniziativa “Un aiuto in sospeso”. Grazie alla generosità di tante persone, dopo gli ottimi risultati dello scorso anno, x materiale fornito a n persone, viene riproposta la formula già ampiamente collaudata della collaborazione con la Caritas diocesana di Trieste attraverso il suo “Emporio della Solidarietà” di via Chiadino 2, una realtà che si occupa di reperire e distribuire beni di prima necessità».

«Aderire – spiegano –  all”iniziativa “Un aiuto in sospeso” è molto semplice. Presso il nostro punto vendita “Eliotecnoservice” di via Vidali 3, per chi lo desidera è possibile acquistare da una lista scelta di prodotti di qualità a prezzi vantaggiosi oltre che per se, degli articoli scolastici per farne dono agli studenti delle scuole elementari o medie. Quanto raccolto verrà poi inviato all’Emporio della Solidarietà di via Chiadino 2, che avrà cura di distribuirli secondo i bisogni rilevati delle famiglie con figli in età scolare che si rivolgono al Centro di Ascolto della Caritas di via Cavana 15, o presso le Parrocchie che sostengono l’attività dell’Emporio della Solidarietà. Noi stessi dell”Eliotecnoservice contribuiremo alla campagna di raccolta aggiungendo all’ammontare complessivo un ulteriore 10% di prodotti».

«L’attenzione alle esigenze dei bambini e ragazzi – conclude la nota – , il sostegno concreto alle famiglie svantaggiate, la corretta informazione sull’entità di quanto raccolto e sua destinazione, la riduzione degli sprechi, la cortesia di un gesto partecipe e una sensibilità che non costringe le famiglie a esibire dolorosamente le proprie difficoltà: sono alcuni dei risultati che la nostra iniziativa si ripromette di raggiungere.
Persone, singoli e famiglie, che aiutano altre persone a vivere la vita di ogni giorno nella nostra città».

Fonte: http://www.triesteprima.it

Completata la pulizia delle scritte alla Caritas, Don Amodeo: “il razzismo si combatte con la cultura”

Circa una cinquantina di persone si sono presentate stamane davanti alla porta d’entrata Caritas per pulire le scritte razziste apparse una decina di giorni all’esterno della struttura di via dell’Istria. Armati di tutti gli strumenti del caso, spugnette, pennelli e vernice, i partecipanti sono messi al lavoro dopo le 9.

Don Amodeo, direttore della Caritas, riferisce che «Sono un po’ preoccupato dal clima di razzismo e intolleranza diffuso in città in questo periodo. Non passa giorno che non si sentano notizie allarmanti, come la creazione di gruppi di cittadini che si auto-creano contro l’accoglienza e contro i profughi stessi. Il tutto è destramente delicato e meriterebbero delle ulteriori riflessioni. Mi preoccupano queste persone che pensano di poter affiancare con tanta facilità le Forze dell’Ordine o farsi giustizia da soli, di fatto non rispettando spesso le vite di questi giovani richiedenti asilo che hanno già avuto nel corso della loro vita una notevole serie di disgrazie e che soprattutto, va detto, non verrebbero qui se stessero tanto bene a casa loro. Questo non è un orientamento serio che andrebbe in uno spirito civile di accoglienza, ma è un orientamento puramente atto a ergere barricate, creando paure finte e creando clima che non c’è, mi sembra un momento delicato».

A domanda se sia necessario un Concilio Vaticano straordinario su questa tematica, Don Amodeo è piuttosto chiaro «Il Concilio Vaticano II, fatto alla fine degli anni ‘60 ha già fatto amplissimo risalto a quello che è l’accoglienza ed il vivere cristiano nel mondo. Ulteriormente in questi ultimi 40 anni la Chiesa la sviluppato una linea di incontri e consulte che vogliono mettere in atto i principi del Concilio Vaticano II. Un nuovo Concilio Vaticano su tale argomento quindi, non è necessario. Semmai attuassimo in pienezze, in totalità tutto ciò che è stato deciso nel l’ultimo Concilio Vaticano, avremmo già fatto un grande lavoro. Ovviamente la Chiesa è anche figlia del suo tempo, vive e si sviluppa nel tempo. Il tempo dunque non è una cosa negativa ma è anche quel momento di crescita sia per la riflessione con le altre religioni che per quella inter-ecclesiale»

«Il futuro è questo, non esiste più la stabilità del luogo – conclude Don Amodeo – , abbiamo sempre vissuto nelle emigrazioni, i popoli si sono sempre mossi nella storia dell’umanità. A parte questi profughi che si muovono a piedi, ma pensiamo a quanti si muovono e si spostano in autobus, in treno, in aereo. È chiaro che il mondo cambia ed evolve, i trasporti hanno un costo sempre minori, i confini vengono sempre più ridotti, basti pensare che 40 anni per andare a Capodistria ci volevano 3 documenti e un’ora di fila alla frontiera, ora nulla: è l’evoluzione così come lo sono le persone della società»
«Per combattere il razzismo – conclude Don Amodeo –  l’arma più forte è la cultura: leggere, viaggiare, confrontarsi, parlare e purtroppo questo manca perché il razzismo ha come fondamento la non cultura, la non conoscenza ed una paure che non è fine a se stessa ma alimentata dall’ignoranza. Coloro che ergono muri o suscitano paure nei confronti dei cittadini in fondo in fondo sono persone che non hanno costruito nulla su di loro. Il confronto può essere pericolo e delicato, però su questo Voltaire è stato piuttosto significato ed emblematico con una sua celebre frase “Disapprovo quel che dite, ma difenderò fino alla morte il vostro diritto di dirlo”. La società civile, dunque è la società che si confronta, che cerca, che sperimenta, che studia nuove strade, Oggi vediamo molto spesso che tutto questo non accade, per cui penso che la cultura possa essere un antidoto fondamentale all’ignoranza».

Tra i presenti il parlamentare triestino Aris Prodani che riferisce «è importante che la cittadinanza replichi all’increscioso atto compiuto presso la sede della Caritas che, va ricordato, da un servizio non solo agli immigrati ma a tutti coloro che ne hanno necessità, triestini compresi. Il gesto compiuto è intollerabili per cui è giusto essere presenti oggi a manifestare la propria contrarietà con un gesto attivo come lo è quello di pulire le scritte».
Andrea Rodriguez, che con Alen Domancic e Igor Longhi hanno creato questa iniziativa riferisce che «la manifestazione di oggi era importante sia per pulire le scritte odiose, ma aveva anche un significato simbolico di presa di distanza della cittadinanza dall’increscioso atto. Di concreto ulteriormente c’è la raccolta di vestiti, indumenti e alimenti non deperibili che sta andando piuttosto bene. L’iniziativa è nata per caso, in quanto sia io che Alen (Domancic) avevamo pensato di proporre un evento per dimostrare la nostra contrarietà a quanto successo, ma al contempo realizzare una manifestazione che desse un contributo effettivo, come poi lo è la pulizia delle scritte e la raccolta per i più bisognosi».

Tra i presenti, alcuni esponenti della Casa delle Culture, l’avvocato Alberto Kostoris a titolo personale e diversi cittadini, venuti a conoscenza dell’iniziativa tramite Facebook. Nessun esponente politico presente ad inizio manifestazione.

Fonte: http://www.triesteprima.it
Credits foto: Luca Marsi per Trieste Prima

Giornata internazionale della carità: Caritas Italiana pubblica una raccolta di preghiere dei suoi operatori

A ridosso dell’ “International Day of Charity”, Giornata internazionale della carità, nel cammino di avvicinamento al Giubileo della Misericordia, Caritas Italiana pubblica “per Carità”, una raccolta di preghiere scritte dai suoi operatori, per sottolineare la dimensione contemplativa dell”incontro con i poveri.

“In tutto ciò che facciamo – si legge nella prefazione – abbiamo spesso la sensazione di essere sovrastati dai bisogni, dalle sofferenze, dal dolore, dalle richieste d’aiuto…Siamo tutti comunque consapevoli di dare spesso solo un piccolo segno di carità, un gesto quasi impercettibile. Ed è per questo che a nostra volta chiediamo aiuto, imploriamo la carità alla Carità. Lo chiediamo con parole nostre, semplici, dirette”.

La Giornata internazionale è stata istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite nel dicembre 2012 per affermare come “la carità può contribuire alla promozione del dialogo tra persone di diverse culture e religioni, come pure la solidarietà e la comprensione reciproca”.

La data scelta, il 5 settembre, commemora l’anniversario della morte nel 1997 della beata Madre Teresa di Calcutta, Premio Nobel per la Pace nel 1979, «la cui vita e le opere buone per alcuni dei più poveri e più vulnerabili membri della famiglia umana sono un’ispirazione e un esempio enorme», ha ricordato il Segretario generale dell’ONU Ban Ki-moon. Nell’occasione le Nazioni Unite invitano tutti gli Stati membri, le organizzazioni internazionali e regionali e la società civile a celebrare questa Giornata in maniera appropriata, incoraggiando gesti di carità e di beneficenza, attraverso l’educazione e attività di promozione e sensibilizzazione.

“Ecologia integrale”. Dossier Caritas su cura del creato e sfruttamento dell’ambiente

Alla vigilia della 1ª Giornata Mondiale di Preghiera e della 10ª Giornata Cei per la Cura del creato (1° settembre 2015), riprendendo le sollecitazioni della recente Enciclica “Laudato si’” di Papa Francesco, Caritas Italiana pubblica un nuovo Dossier, dal titolo “Ecologia integrale. L’industria estrattiva mina sempre più ambiente e salute delle comunità locali”, dedicato in modo particolare al tema dell”ambiente e alla situazione che vive la Repubblica del Congo in Africa.

Nel documento si ricordano le condizioni ambientali della Terra con l”innalzamento costante delle temperature, il depauperamento progressivo degli ecosistemi, l”aumento dei disastri naturali del 470% negli ultimi 30 anni e la devastazione di intere comunità. «A livello mondiale sono ancora una volta i più i poveri – afferma il Dossier – a pagare il conto dei cambiamenti climatici e dell’inquinamento».

Come per i precedenti Dossier, un focus è dedicato in modo particolare alla situazione di un Paese del mondo, la Repubblica del Congo, che vede l’avvelenamento di ambiente e persone ad opera delle compagnie petrolifere presenti nel paese. Questa situazione è «specchio di un modello di sviluppo globale insostenibile, ingiusto, violento». «Vi è una responsabilità imprenditoriale e politica – prosegue il documento -, incurante dell’impatto sociale e ambientale delle attività estrattive e dei sistemi produttivi. E una responsabilità individuale e collettiva nell’alimentare la cultura consumistica. Occorre una profonda revisione degli stili di vita e un incisivo impegno civico nel sollecitare imprese e governi a un deciso cambio di passo». Nel testo si ricorda poi l”impegno della Chiesa congolese, attiva su diversi fronti a difesa della popolazione locale, attraverso la commissione Giustizia e Pace e l’ufficio della Caritas.

Più volte inoltre negli ultimi anni Caritas Italiana ha dedicato degli approfondimenti alle condizioni ambientali, ai cambiamenti climatici e alle loro ripercussioni sulle popolazioni, non solo in termini economici, ma anche sociali come ad esempio nella ricerca sui conflitti dimenticati “Nell”occhio del ciclone” (2009), la cui nuova edizione sarà presentata l”11 settembre prossimo a Milano.

Il Dossier, l”ottavo pubblicato quest”anno, segue quelli già disponibili interamente on-line, che approfondiscono i temi della crisi in Grecia, del conflitto in Siria, della condizione dei carcerati ad Haiti, dello sfruttamento lavorativo in Asia, della condizione giovanile in Bosnia ed Erzegovina, dell”immigrazione a Gibuti e dei cristiani perseguitati in Iraq.

Migranti: emergenza umanitaria nell’Est Europa

Mentre continua il flusso dei migranti provenienti dal Nord Africa attraverso il Mediterraneo, assume dimensioni drammatiche lo spostamento di migliaia di persone lungo la nuova rotta migratoria che dalla Turchia si snoda per centinaia di chilometri attraverso Grecia, Macedonia, Serbia per arrivare in Ungheria, con lo scopo di cercare asilo e protezione in Europa dall’inasprirsi della guerra in Siria, dall’instabilità politica e dalle sistematiche violenze. Sono soprattutto siriani, iracheni e afghani, tra cui molte donne e bambini, i rifugiati che stanno percorrendo la strada della speranza per arrivare nei paesi dell’Est Europa che colti di sorpresa sono sprovvisti di programmi di accoglienza specifici.

Beyan è una delle tante persone incontrate dai volontari Caritas, che attualmente vive nel parco di Belgrado mentre aspetta un autobus che la porti al nord, ma gli autobus sono pieni. L’obiettivo è di raggiungere Horgos, una città di confine che ora è diventato un grande campo rifugiati. Da lì Beyan cercherà di attraversare il confine per aggiungersi alle oltre 66.000 persone che secondo l”Alto commissariato dell”Onu per i profughi (Unhcr), hanno richiesto asilo in Serbia in questi ultimi mesi, di cui 4.000 minori non accompagnati.

Leggi l”approfondimento sulle situazioni nei vari paesi (.pdf)

“Un’emorragia continua perché la comunità internazionale resta inerte e non affronta le cause a monte di questa tragedia umana” sostiene don Francesco Soddu, direttore di Caritas Italiana. Una crisi umanitaria che va affrontata come tale.

Le Caritas dell’Est Europa con il sostegno di tutta la rete europea si sono attivate per cercare di portare aiuti a questa marea umana priva di tutto: generi alimentari, acqua, materiale per l’igiene, pannolini per i neonati, ma soprattutto una parola di conforto nei tanti bivacchi di fortuna che si incontrano nelle città di questi paesi. L’inverno è alle porte e occorre un’azione tempestiva e generosa per accogliere e assistere con dignità questi rifugiati.
Non basta tuttavia la sola solidarietà, occorre agire politicamente e servono soluzioni durature e rispettose dei diritti di coloro che fuggono dalle guerre. L’Agenda europea sull’immigrazione, presentata dalla Commissione europea lo scorso 12 maggio, anche se contiene novità nella gestione del fenomeno migratorio, è lontana dal proporre soluzioni efficaci e condivisibili.

Caritas Italiana ha elaborato, insieme alle altre principali organizzazioni di tutela dei migranti (fra cui l’Unhcr), alcune proposte, tra cui l’apertura di canali umanitari di ingresso verso l’Europa; l’impegno dei paesi europei ad accogliere un numero significativo di rifugiati con quote di reinsediamento; la creazione di alternative legali (riunificazione familiare, sponsorizzazioni private, visti di lavoro o di studio) per evitare che le persone bisognose di protezione internazionale ricorrano a pericolose traversate; la  ripartizione della responsabilità rispetto agli arrivi, per evitare che pochi paesi (Grecia, Germania, Italia, Svezia e Ungheria in testa) ricevano la gran parte delle richieste d’asilo. Si auspica infine il superamento del Regolamento di Dublino, come ha appena annunciato la Germania, per garantire una corretta gestione dei flussi migratori.

CARITAS TRIESTE

Dal 1971 la Caritas promuove la “carità” all’interno della comunità cristiana.

Questo si traduce quotidianamente in concreti interventi di Volontariato, sia in Italia che all’Estero, volti al Sostegno, all’Assistenza e allo Sviluppo umano e sociale.