CHI SIAMO
Chi siamo
Home / CHI SIAMO / Chi siamo
Finalità della Caritas: "La Caritas, traendo ispirazione dal comandamento evangelico dell'amore fraterno, promuove e coordina le iniziative assistenziali e caritative della diocesi, volte ad aiutare persone e gruppi di persone in situazioni di gravi difficoltà materiali e morali" (art. 1 Statuto)
Il fondamento: chi opera in Caritas è generalmente motivato dalla fede, ma non necessariamente; infatti talvolta ci sono state persone che hanno operato presso la Caritas, come volontari od obiettori, con motivazioni diverse. Cosa si richiede allora? Sicuramente una forte sensibilità nei confronti degli altri, specie dei più deboli, e la voglia di fare e di spendersi per chi è forse "meno fortunato".
La sfida: forse soprattutto con se stessi. E' inutile far finta di non aver mai provato una certa paura, se non diffidenza, nei confronti di chi comunque riteniamo "diverso" da noi. La Caritas è infatti l'attenzione della Chiesa e del Vescovo verso tutte quelle realtà di sofferenza, di marginalità, di povertà, di disagio, di emarginazione in genere che sono presenti anche nella nostra città. Inizialmente un po' tutti proviamo un senso appunto di "paura", forse anche semplicemente intesa come timore di non essere capaci di gestire le situazioni complesse che dovremo affrontare, di non sapere come relazionarsi con persone diverse da noi, di non riuscire a risolvere degli eventuali problemi che inevitabilmente si sarebbero venuti a creare. Cosa fare?
Il contatto: bisogna avere soltanto il coraggio di passare un po' dall'altra parte, di entrare in relazione con quelle persone che spesso abbiamo più o meno volutamente tenuto a distanza. E' davvero il coraggio di fare il primo passo. poi le cose vengono per certi aspetti quasi spontanee. Alla fin fine, abbiamo di fronte a noi delle persone in carne ed ossa, con le proprie idee, una propria sensibilità e modo di essere. Sono persone con le quali molto spesso siamo riusciti a tessere dei rapporti stupendi, di dialogo e comprensione. I momenti piacevoli di incontro e condivisione non sono mai mancati ed hanno arricchito sicuramente le nostre vite di obiettori, di operatori e volontari che operano all'interno o in collaborazione con la Caritas.
Conoscere: una realtà nuova. Abbiamo imparato veramente a guardare alla nostra città con occhi nuovi e diversi. Abbiamo aperto la nostra mente (e non solo quella) ad una realtà nuova e per molti aspetti nascosta, marginale appunto. Sicuramente s'impara molto, non solo scoprendo concretamente delle situazioni difficili e problematiche, ma anche conoscendo meglio se stessi. Ciascuno di noi si sta formando un bagaglio di esperienze unico ed irripetibile, e sicuramente alla fine del servizio ci si ritrova più maturi e consapevoli di quanto lo fossimo tutti quanti all'inizio.
La richiesta: sicuramente essere motivati. Profondamente. Ovvero, avere voglia di fare, di interrogarsi su se stessi e gli altri, di conoscere persone e situazioni nuove, di mettere anche in dubbio alcune di quelle certezze che ci portiamo dietro. Ma, soprattutto, avere una sensibilità per gli altri sincera e profonda. Con lo stile, però, di non voler mai giudicare le persone e le situazioni in cui esse si vengono a trovare.
Le sensazioni: un'esperienza indimenticabile, nell'accezione positiva del termine, almeno a sentire sia gli obiettori che i volontari. E poi non si è mai da soli: si entra quasi in una "grande" famiglia, in cui gli scambi di sensazioni, di consigli e di aiuti non mancano.
|